Ispirazioni culinarie dal viaggio in Corea

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Cosa ti aspetteresti di trovare in tavola se venissi catapultato a Seoul?

Forse stai pensando ai classici sapori orientali: la soia, gli involtini primavera, il pesce crudo …lo pensavo anch’io. A Maggio 2017 ho fatto un viaggio nella Corea del Sud e la cucina locale ha rappresentato un’esperienza del tutto innovativa per il mio palato occidentale: parlo di sapori forti e ingredienti inusuali, che potrebbero sconcertare i più tradizionalisti.

Durante il viaggio di andata in aereo, armata della mia curiosità – e cercando di rendere più interessanti le 11 ore di viaggio – ho ordinato il Bibimbap: piatto tipico coreano di riso, verdure, carne di manzo, germogli di fagioli, pasta di peperoncino e olio di sesamo. Il tutto accompagnato da un manuale per occidentali che indicava i passaggi per condirlo, mescolarlo e mangiarlo. Forse si trattava di “cibo da aereo”, ma non capivo esattamente perché i miei vicini di posto orientali lo mangiassero così avidamente…

Durante il mio breve soggiorno ho poi scoperto che la Corea del Sud ha una tradizione culinaria che ha poco a che fare con i cugini cinesi o giapponesi, e soprattutto (quasi) non si vede l’ombra di contaminazione europea – quindi sapori, odori, spezie e consistenze di alcuni ingredienti erano per noi una continua sorpresa.

Quelle “strane” verdure

Insolite, inusuali. Le ho trovate nei mercati di Seoul, ricordano le zucchine, dei piccoli porri o cipollotti, delle mini-puntarelle o rape, ma la forma e soprattutto i colori sono completamente diversi.

E come non menzionare il Kimchi: cavolo cinese fermentato arricchito da peperoncino rosso, aglio, zenzero e cipollotti freschi. Buono, molto buono, ma finitelo rapidamente, vietato conservarlo in frigo o potrebbe infestare tutta la casa.

I pesci incredibili del Garak Market

Quel giorno, consigliati dagli abitanti di Seoul, siamo andati al Garak Market: un enorme capannone con decine e decine di banchetti del pesce. Ma li mangiano tutti? Se sì, beati loro! I pesci coreani sono bestie strane: code di rospo mostruose, piovre giganti, capparossoi oltremisura.

Nella mia black list

La cosa più strana che ho mangiato? Un piatto tradizionale della cucina coreana: non si mangia spesso ma è tipico della regione. Si tratta del Hong-oh Sam-hap che letteralmente significa “trittico”: una fetta di pancetta arrostita, sopra una fetta di rombo fermentato e per finire spicchio d’aglio intero. Sensazioni: butti giù il boccone ed è come se ti fossi appena fatto uno shot di ammoniaca.

Gommy gommy sweets

Pure i dolci son “strani” ai nostri occhi, alcuni sembrano ravioli. Ma la cosa più difficile da descrivere è la consistenza: gommosi, fai un morso e potresti masticarlo per 5 minuti. E poi dai, non sono dolci, qualcuno si è dimenticato lo zucchero?

Vi ho parlato delle cose più “diverse” e “lontane” che ho assaggiato, ma ho scoperto anche piatti molto piacevoli e delicati di carne, pesce e verdure. Cucina e sapori dunque non semplici, ma senza dubbio una dieta sana e leggera, povera di ingredienti raffinati o troppo manipolati – in effetti non ricordo un solo piatto in cui fosse usata la farina.

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